Ogni Impazienza ha un Limite, Purtroppo!

Ha fatto molto discutere sulle pagine social questa vignetta pubblicata dal Fatto Quotidiano, di Riccardo Mannelli, forse il più lucido, acuto e disincantato disegnatore e sarcastico artista di critica sociale e politica. Il suo punto di vista é un prezioso contributo alla discussione in corso circa l’opportunità di organizzare manifestazioni di sport parolimpici ritenuti estremi da chi non li pratica, ma che diventano tali senza le opportune ed ordinarie precauzioni che invece vengono adottate quando sono “ordinari”. Il “sistema di comunicazione” ha compreso che la Disabilità, in certi contesti competitivi quali lo sport ed altri fenomeni “di massa” é funzionale allo “Spettacolo”.
L’immagine di superomismo gonfiata, anomala, portata all’estremo serve più a coprire le annose assenze e responsabilità istituzionali, vuoti legislativi, discriminazioni dai diritti civili e sociali nei confronti delle comuni persone disabili che invece devono tentare di superare ogni giorno “barriere” di ogni genere e quasi sempre insormontabili, a cominciare dalla burocrazia e dai poteri locali.
Paradossalmente da questo tragico evento emerge proprio questo aspetto: la superficialità, l’approssimazione ed il menefreghismo persino di chi ha organizzato, autorizzato e “garantito” i servizi di sicurezza ed assistenza in una gara sportiva per “handicappati”, per sportivi di”serie B”, sfigati, che hanno necessità del grande nome, del “testimonial” per poter attrarre l’attenzione di qualcuno, ma non abbastanza di quella di un’amministrazione comunale, del personale di polizia municipale o carabinieri per chiudere temporaneamente una strada neanche secondaria, a tutela di persone che già per essere lì, alla partenza di una competizione hanno superato una sfida.
La disabilità é entrata, direi finalmente, nelle pubblicità di multinazionali, negli spettacoli televisivi, sui rotocalchi sportivi e d’intrattenimento, nei canali YouTube, ma non nell’ordinarietà della vita quotidiana, nella considerazione “normale” delle persone che non ne sono toccate, dalle quali viene percepita quasi come fastidio, paura e “sfiga”… a meno che, appunto, il Circo non monti il suo Spettacolo e non dia un po’ di biglietti gratis ai quali dare l’assalto per godersi lo “spettacolo”!

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