Vorrei prendere il treno…!

Non ostante il miserevole e frequente caso finalmente documentato in questa occasione, va bene colpevolizzare il comportamento dell’autista, ma vediamo anche le disposizioni e regolamenti a cui l’autista deve assolvere: effettivamente sono ambigui e non sono mai stati molto chiari, vengono ancora dibattuti fra Direzione e Sindacati nell’eterno gioco del rimbalzo. Il sistema con cui viene usata la pedana che viene mostrato nel servizio inoltre, non é corretto poiché fa poggiare la pedana a livello stradale aumentando la pendenza della salita, mentre dovrebbe poggiare sul marciapiede per rendere più agevole la salita/discesa della persona disabile che NON deve necessitare dell’aiuto e della dipendenza di altri, al fine di consentire la sua piena autonomia. Ma qui poi si solleverebbero questioni altre e complesse che riguardano l’organizzazione delle fermate bus, la possibilità per i mezzi pubblici di trovarle libere dalle auto in sosta o, come nel caso di Piazza Moro, di avere degli “stalli” fissi di fermata corrispondente al numero di linea piuttosto che costringere gli utenti a girovagare sulla piazza in cerca del mezzo di riferimento, l’educazione dei cittadini ed automobilisti nel rispettare le aree dedicate ai servizi, l’impegno e la preparazione degli addetti ai lavori e la loro presenza in tutti i quartieri a vigilare il regolare svolgimento dei servizi pubblici, piuttosto che dedicarsi esclusivamente alle operazioni di “raccolta fondi” finalizzate alla maturazione della soggettiva premialità periodica!

«Non è la prima volta che mi accade una cosa del genere. Ormai per me prendere il bus è come giocare alla lotteria: riuscire a salire o meno dipende sempre dalla “volontà” di chi lo guida . Quello che dovrebbe essere un mio diritto alla fine, spesso, mi viene negato o fatto pesare».
Lo afferma Mariangela Attolico, una ragazza con disabilità che ha denunciato in questo video amatoriale le difficoltà che le si presentano davanti ogni volta che tenta di spostarsi a Bari usando i bus Amtab. «Sono solo un autista, non posso azionare la leva dello scivolo», le parole pronunciate dal conducente e registrate da Mariangela, che alla fine è riuscita a salire a bordo del mezzo solo grazie all’aiuto di un’amica che era con lei. Pur essendo completamente autosufficiente e riuscendosi a muovere con la sua sedia a rotelle a trazione elettrica, Mariangela è costretta a uscire sempre accompagnata da qualcuno che la aiuti sui mezzi pubblici.
Il comportamento dell’autista non ha lasciato indifferente il presidente dell’Amtab, Pierluigi Vulcano. “Un atteggiamento poco diligente – ha commentato il presidente dell’azienda barese del trasporto pubblico – che ci costringe ad avviare gli accertamenti e ipotizzare un provvedimento disciplinare, dopo avere ascoltato la versione dell’autista”. Non è tutto. L’azienda ha diffuso un nuovo ordine di servizio, per ribadire come agire in caso di assistenza alle persone con disabilità sui bus.
“Si invita il personale di guida a prestare la massima assistenza per la salita delle carrozzine, in particolare per quelle motorizzare che vengono utilizzate senza l’accompagnatore – si legge nell’ordine di servizio – L’assistenza si concretizza nel fermare il bus, aprire la pedana, aiutare nella salita, assicurarsi che la carrozzella sia trattenuta dalla cintura o dalla sbarra di sicurezza nel posto dedicato”. Stessa operazione va ripetuta durante la discesa. La pedana sopporta fino al peso di 350 chili, quindi nessun problema per le carrozzine motorizzate. “Inventare scuse con l’utenza non giova all’immagine aziendale”

Forza Mariangela Attolico !! Tutta Vorreiprendereiltreno è con te in questa più che giusta battaglia per i diritti!!

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